Gruppo 2
Tutor del gruppo Dott.ssa Elisa Toscano
La qualità nella gestione del feedback nella didattica e nello scambio valutativo docente - studente e docente - famiglia
Per
feedback (feed = nutrire, alimentare e back = indietro) o retroazione si intende
un ritorno di informazione che serve ad agevolare l'apprendimento.
È
un regalo della teoria dei sistemi, della biologia e della cibernetica (la
disciplina che studia l'elaborazione e la trasmissione dell'informazione nei
sistemi complessi, il cui padre è il matematico statunitense Norbert Wiener).
È'
una reazione mirata, connessa con la capacità di avere un obiettivo e di
perseguirlo costantemente.
È
tipico degli organismi viventi (e più in generale di sistemi aperti
finalizzati, cioè dotati di uno scopo e non regolati solo da leggi
chimico-fisiche: i sistemi organici
e sociali) che sono omeostatici, tendono, cioè, a perseguire il proprio stato
di equilibrio e di benessere, e a mantenerlo stabile attraverso meccanismi di
autoregolazione.
Il
principio dell'autoregolazione - confronto tra cervello e macchine che
pensano: l'omeostato
Possiamo fare un parallelo tra il sistema nervoso e il sistema di controllo di un omeostato: Il concetto di omeostato presuppone l'esistenza di un sistema organizzato in un modo determinato, inserito in un contesto ma distinto da esso. Anche se le condizioni ambientali si modificano, l'omeostato è in grado di mantenere costante la propria organizzazione, il che significa sopravvivere.
Esempio
del termostato
Di
solito, per illustrare come funziona un meccanismo di feedback si fa l'esempio
concreto di un termostato che è in grado di spegnere o accendere il
riscaldamento per mantenere una stanza a una certa temperatura, a prescindere
dalle variazioni termiche dell'ambiente, ma anche agendo a partire da queste.
Il
termostato come qualsiasi macchina omeostatica deve avere alcuni elementi
essenziali:
-
un
sistema di informazione
mediante cui le modificazioni dell'ambiente vengono comunicate alla macchina
-
un
sistema di controllo
che riceve le informazioni e invia comandi ad appropriati organi effettori
-
un
sistema di istruzioni
in base al quale la macchina opera.
La
macchina omeostatica mostra una capacità di adattamento, che è data dalla
possibilità di selezionare, nel repertorio dei possibili comportamenti, quelli
che, di volta in volta, si rivelano necessari alla sua sopravvivenza.
Il
processo di adattamento delle macchine omeostatiche e degli organismi viventi può
essere descritto, in termini cibernetici, come uno scambio di informazione dal
sistema all'ambiente e viceversa, e nell'ambito stesso del sistema.
Gli
essere umani possono usare sia il linguaggio analogico sia quello numerico
(questo per dire che hanno più possibilità del termostato di retroagire).
L'aspetto motivazionale dell'apprendimento
Nella
sua accezione cibernetica, feedback o retroazione ha un significato
essenzialmente informazionale, cioè intende l'informazione che rientra nel
sistema dopo un determinato comportamento, per modificare il comportamento
successivo in vista di una prestazione ritenuta ottimale.
Nell'apprendimento degli esseri umani si tiene conto anche degli aspetti motivazionali: l'individuo apprende quando la risposta a un determinato stimolo lo libera da una situazione penosa, soddisfacendo una motivazione che lo spinge a conseguire un determinato obiettivo.
Abbiamo, quindi:
a)
un feedback vero e proprio:
l'informazione al soggetto di
quanto il suo comportamento si avvicini all'obiettivo perseguito
b)
un aspetto emozionale, che agisce sulla motivazione, predominante su a)
che soddisfa, attenua o mantiene inalterata la pulsione interna da cui
scaturisce il comportamento (e qui entra il concetto di rinforzo)
Gli
esseri umani hanno più possibilità di retroagire, rispetto a una qualsiasi
altra macchina omeostatica, tipo il termostato del nostro esempio; possono usare
sia il linguaggio analogico sia il linguaggio digitale.
Un
feedback può essere sia positivo sia negativo:
a)
se l'informazione che arriva è in accordo con gli obiettivi
dell'organismo, questo non solo l'accoglie ma genera un feedback tale da
incentivare la fonte perché continui a produrre (Bene! Mi piace! Mi avvicino!,
Di più, di più!).[1]
b)
se l'informazione in entrata è in disaccordo con gli obiettivi
dell'organismo, questo la rifiuta e retroagisce disincentivando la fonte dal
continuare a produrne (Che schifezza! Non mi piace! Scappo via! Per carità!).[2]
La
complessità dei modi di incentivare o disincentivare è funzione della
complessità del sistema che sta retroagendo.[3]
Ricordiamo,
riportando le parole di Gregory Bateson, che:
"Una relazione senza conflitti è noiosa, una relazione con troppi conflitti è tossica: ciò che è desiderabile è una relazione con una quantità ottimale di conflitti".
L'ipotesi
cibernetica
di Miller,
Galenter e Pribram
Secondo
Miller, Galenter e Pribram (1960), i vari aspetti
del comportamento che formano oggetto della psicologia (apprendimento,
soluzione di problemi, memoria, linguaggio…) sono controllati dalla
rappresentazione dell'universo che ogni persona si costruisce nel corso del suo
sviluppo. Il comportamento è articolato secondo istruzioni che
indirizzano e guidano l'azione.
Il
circuito a feedback è un modello utile per interpretare i vari aspetti del
comportamento. Questo nuovo modello è
chiamato TOTE (Test - Operation - Test - Exit, controllo - operazione -
controllo - uscita).
Esso
è applicabile alla connessione stimolo - risposta: il Test o controllo rileva
l'incongruenza tra lo stato dell'organismo in un determinato momento e una certa
condizione considerata ottimale; il risultato di questo test, cioè
l'incongruenza costituisce lo stimolo a cui l'organismo risponde, La risposta è
la fase dell'operazione che pone termine all'unità TOTE solo dopo che un
secondo controllo ha accertato l'eliminazione dell'incongruenza.2
Il
feedback attivo rappresenta una collusione tra le parti coinvolte nel processo
di apprendimento
È definibile come
feedback attivo ogni informazione relativa ai nostri progressi, in direzione di mete
che ci prefiggiamo di raggiungere.
Le mete sono quelle che si pone chi richiede il feedback.
I progressi sono quelli che vuole tenere sotto controllo chi si
pone le mete e richiede il feedback.
Nella transazione del feedback vi è un apprendimento per entrambe le parti.
Per
ottenere il feedback sulla propria parte sconosciuta occorrono due condizioni:
a)
che il destinatario sia disposto ad accettarlo
b)
che qualcuno sia disposto a svelargli ciò che solitamente tiene celato.
Le due parti devono fidarsi reciprocamente, pensando che siano disposte reciprocamente a darsi e ricevere aiuto. Perché ciò sia possibile è necessario che ci siano motivazioni buone e condivise da parte dei contraenti e che esista la capacità di osservare e comunicare con chiarezza
Fornitore (insegnante) e destinatario (genitore, alunno)
devono essere d’accordo sugli obiettivi del destinatario.
A
monte deve esserci un accordo sugli obiettivi e sui livelli di prestazione che
costituiranno l’oggetto del feedback.
TRAPPOLA:
mancanza di accordo sugli obiettivi.
RIMEDIO:
chiedere, accordarsi.
Il
fornitore del feedback deve esprimere con chiarezza la descrizione del
comportamento in esame e il relativo giudizio.
Feedback
positivo:
I fatti positivi sono più gratificanti e potenziano l'autostima
Feedback
neutro:
Sono le informazioni e le descrizioni non valutative.
Il
feedback neutro è buono per le persone egocentriche.
Aiuta
a chiarire le ragioni della propria valutazione. Il feedback neutro può
funzionare se l’interlocutore possiede propri criteri personali di giudizio e
gli basta sapere che cosa gli altri abbiano osservato.
Feedback
negativo:
I fatti negativi.
Il
feedback negativo può causare l’insorgere di comportamenti difensivi e può
essere rifiutato.
TRAPPOLA:
uso eccessivo del feedback negativo.
Esigenza di salvare la faccia.
Si può usare il modello sandwich: F. Positivo – F. Negativo – F. Positivo
Il fornitore del feedback deve essere concreto e
specifico.
Un
problema può essere la mancata chiarezza o la confusione semantica:
b.
“è troppo aggressivo” (negativo, vago, generico);
c.
“non sa trattare i compagni” (negativo, generico).
La
chiave di questo criterio è la specificità.
Il
feedback va anche fornito su comportamento “malleabili”,
in maniera che il destinatario possa prendere provvedimenti in merito a quanto
gli è stato riferito.
Fornitore
e destinatario del feedback devono avere motivazioni costruttive.
·
Quali
motivazioni percepiscono nell’altro i due interlocutori?
·
Perché
l’altro mi sta dicendo questo?
·
“La
necessità della persona che chiede feedback è di essere servita”.
·
“Se
penso che tu non mi ascolti, come posso fornirti il f.; come posso essere
incentivato a farlo?
·
Se penso
che non vuoi aiutarmi, come posso ascoltarti?
Esempio:
Insegnante al genitore: - Dovrebbe farlo studiare di più. (Che cosa pensa si
possa fare per farlo studiare di più?)
Importante conoscere le proprie motivazioni e sentimenti: è facile passare dall’osservazione al giudizio, senza che sentimenti e motivazioni indotti dal comportamento osservato siano presi in considerazione.3
Non
basta avere una buona conoscenza di tecniche e di strategie, per comunicare con
le persone: perché si instauri un rapporto empatico è indispensabile che si
entri in sintonia emotiva con l'interlocutore, cominciando a sviluppare buone
capacità di ascolto.
L'ascolto attivo, essendo un ascolto pensante, non può
avvenire in uno stato di distrazione,
torpore; la persona che ascolta è concentrata sull'altro.
Chi ascolta, pur
accordando all'altro la libertà di essere se stesso (considerazione
positiva incondizionata) sa prendere la responsabilità di dissentire.
L'ascolto vuole uno spazio di sintonia e uno di
differenza.
Rispettare significa apprezzare il valore della
unicità e dignità dell'altro, senza esercitare su di lui alcuna
prevaricazione, non chiedendogli a tutti i costi di cambiare.
Evitare una comunicazione manipolatoria tendente al
controllo dell'altro e alla sua dipendenza.
Buona conoscenza personale per rapportarsi con un
atteggiamento di adeguata consapevolezza riguardo agli esiti del dialogo.
La capacità di resistere all'impulso di iper-reagire emotivamente alla posizione dell'altro.
Un buon ascoltatore non affascina, non lusinga, non provoca e soprattutto non interrompe.4
Le
finestre di Johari
Dare
e ricevere feedback attivo è un processo di apprendimento fondamentale.
Il
feedback attivo corrisponde a una particolare forma di alterazione del livello o
profondità della comunicazione interpersonale. Un modello semplificato dei
livelli di comunicazione interpersonale sono le finestre di Johari ( elaborate
da Joe Luft e Harry Ingram nel 1961)
Parti di cui la persona è consapevole
| Io occulto 2 | Io aperto 1 |
| Io ignoto 4 | Io inconscio 3 |
Parti di cui la persona è inconsapevole
La
parte destra (quadranti 1 e 3) è conosciuta agli altri, la parte sinistra
(quadranti 2 e 4 ) è ignota agli altri.
Il quadrante 1 rappresenta il nostro io aperto, quelle parti di noi di cui siamo
consapevoli e che siamo disposti a far conoscere agli altri;
il quadrante 2 rappresenta il nostro io occulto, parti che coscientemente e
deliberatamente cerchiamo di nascondere agli altri;
il quadrante 3 rappresenta la nostra zona inconscia, si riferisce a ciò che
nascondiamo inconsciamente a noi stessi, ma che una parte di noi comunica gli
altri, senza volerlo e senza saperlo;
il quadrante 4 rappresenta il nostro vero inconscio, la parte del nostro carattere di
cui sia noi sia gli altri siamo inconsapevoli: sentimenti e impulsi fortemente
repressi, talenti o capacità latenti e potenzialità ancora non scoperte.
Il grado di coerenza dei messaggi inviati dalle varie parti dell'io varia da persona a persona; attribuiamo un valore positivo alla coerenza all'apertura e negativo al fatto di inviare segnali confusi o di essere chiusi. D'altra parte se la nostra comunicazione fosse sempre precisa e aperta riveleremmo in ogni momento la nostra nudità e la vita sociale risulterebbe impossibile.
Pensiamo a quale importanza possono avere nell'attività di orientamento scolastico i quadranti 3 e 4, che determinano un reale ampliamento della conoscenza di sé perché riducono l'ignoto. Siamo nell'ambito della creatività che presuppone l'uso di filtri postitivi, lo sperimentare di prima mano, il dare delle opportunità, in altri termini saper vedere oltre ciò che l'altro ha deciso di farti vedere autonomamente o che nasconde.